QUANDO L'ENERGIA E' VERDE COME UN'ALGA
QUANDO L'ENERGIA E' VERDE COME UN'ALGA
L'Ital Green Energy guida un gruppo di ricerca sul carburante di seconda generazione I progetti al centro della prima edizione del Festival dell'Innovazione in programma a Bari dal 3 al 5 dicembre Dalle alghe il carburante del futuro. Un'azienda pugliese, la Ital Green Energy del Gruppo Marseglia, è capofila di un pool di ricerca su una materia prima energetica alternativa per la realizzazione di biofuel: le microalghe. L'obiettivo è quello di sostituire le sostanze (oli vegetali) impiegate finora, come colza, soia e girasole: con l'energia prodotta dalle alghe si evita il conflitto cibo-carburante, utilizzando una materia non in competizione con quelle alimentari, e nello stesso tempo si possono raggiungere in anticipo gli obiettivi prefissati dall'Unione europea per il 2020 in tema di biocarburanti. I progetti promossi dall'Ital Green Energy in collaborazione con il meglio della ricerca italiana nel campo (ENEA, CNR, e le Università di Firenze, Roma Verona, Cagliari) verranno presentati nel corso della prima edizione del Festival dell'innovazione in programma a Bari dal 3 al 5 dicembre negli spazi della Fiera del Levante. 
Il progetto Mare (Micro Algae Renewable Energy), il più importante progetto di ricerca e sviluppo industriale presentato al bando 2008 Efficienza Energetica di Industria 2015, vuole dimostrare la fattibilità industriale di un processo di produzione di biodiesel da microalghe di seconda generazione e sviluppare impianti che si adattino alle condizioni climatiche del territorio italiano, dalla Lombardia alla Sicilia, con l'utilizzo di tecnologie e materiali innovativi, aumentare la produttività e ottimizzare le fasi dell'intero processo in modo che il biodiesel non superi il costo industriale di 100 dollari al barile. <<Le microalghe? spiega il dott. Mario Renna - sono in grado di realizzare il processo di fotosintesi con un'efficienza di conversione dell?energia solare superiore alle materie prime agricole tradizionali e sono caratterizzate da un alto contenuto di lipidi, fino al 60 per cento della biomassa, utilizzabili come biocarburante. La combinazione di questi fattori garantisce un'elevata produttività bioenergetica: un ettaro coltivato a girasole o colza può produrre all'anno da 0,7 a 1 tonnellata di olio vegetale puro, mentre un ettaro di coltivazione intensiva di microalghe con fotobioreattori potrà fornire dalle 100 alle 200 tonnellate l'anno di olio vegetale>>. In prospettiva, inoltre, le microalghe potranno produrre non solo biodiesel per autotrazione ma anche energia elettrica con motori endotermici. In più, l'anidride carbonica prodotta dalla combustione delle microalghe non andrà in atmosfera, ma verrà convogliata nei fotobioreattori come nutrimento per le microalghe in coltivazione per realizzare la fattoria delle microalghe con chiusura del ciclo della CO2.